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Le vostre storie
IL SOGNO DI VOLARE
Il pilota dei boschi
D’estate, alla fine degli anni Quaranta, quand’ero ragazzino, c’era un tale che si divertiva a volare a bassa quota, con il suo piccolo aereo da turismo, sulle nostre campagne nella bassa piacentina, tra Cortemaggiore e Fiorenzuola d’Arda. Veniva a "visitare" suo zio che abitava non lontano da noi e correva voce che fosse "svizzero".
Quando lo svizzero arrivava e iniziava le sue acrobazie, spesso sognavo di correre e, allargando le braccia, mi sembrava di poter volare come lui. Che bei sogni. Mi sarebbe piaciuto tanto pilotare un piccolo aereo e sorvolare i campi…
Nel 1966 mi stabilii a Ottawa, capitale del Canada, dove già si erano stabiliti due miei fratelli. Uno di questi fratelli mi parlava spesso dei piloti dei boschi che aveva incontrato nei luoghi remoti dell’ovest canadese, dove aveva lavorato per un po´ di tempo. Le storie di mio fratello rinnovarono il desiderio. Il sogno di diventare pilota, ora che ero in Canada, sembrava realizzabile. Mi iscrissi quindi ad una scuola di addestramento di volo all’aeroporto di Ottawa.
Mi ricordo ancora l’emozione di quel giorno, ormai lontano, quando, per la prima volta, mi trovai seduto nell’esiguo abitacolo di un Cessna 150 insieme all’istruttore e l’elica iniziò i primi giri e il rombo del motore emanò i primi sussulti. Un bel giorno, dopo alcune ore di pratica, l’istruttore mi informò che ero in grado di eseguire il mio primo volo da solo. Il trovarmi nella piccola carlinga da solo e, una volta decollato, osservare i campi dall’alto, fece correre la mia mente al tempo in cui, bambino, guardavo lo "svizzero" da terra. Allora ho potuto veramente apprezzare cosa volesse dire volare.
Passati alcuni anni, un giorno mi capitò di leggere un annuncio con il quale si offriva un posto di lavoro alla scuola di formazione dei controllori aerei, il cui ufficio era collocato all’aeroporto di Ottawa. Mi affrettai a presentare la domanda e, con mia grande soddisfazione, dopo aver passato gli esami di qualificazione, venni assunto. Il lavoro comportava l’uso di un sistema di ordinatori per simulare in tempo reale le funzioni di pilota nell’ambito di un programma di addestramento di un gruppo di controllori provenienti dall’Africa orientale. Era il primo simulatore in tempo reale utilizzato in Canada e uno tra i primi del mondo.
Un simulatore che parla piacentino
Dopo alcuni anni trascorsi come aggregato alla scuola di addestramento, passai al Centro di Ricerche e Simulazione del Controllo del Traffico Aereo Canadese, con l´incarico di capo sezione del gruppo dei tecnici specialisti della simulazione. Durante questo periodo partecipai al progetto di simulazione sponsorizzato dall’Icao (International Civil Aviation Organization) e da Iata (International Air Transportation Association), il cui obiettivo era di valutare varie soluzioni per lo smistamento del traffico aereo operante nell’Africa nord occidentale. Nel 1983 ebbi l’onore di presentare, con altri due miei colleghi, i risultati preliminari delle simulazioni ai rappresentanti degli Stati membri delle due associazioni presenti alla riunione tenutasi a Dakar, in Senegal. Il trovarmi in Africa come "rappresentante" del Canada - io, figlio di agricoltori, proveniente da un angolo sconosciuto dell’Emilia-Romagna - fu un’emozione particolarmente intensa.
Alla metà degli anni Novanta il Centro - che nel 1996 il Governo federale aveva ceduto alla compagnia privata Nav Canada - iniziò il progetto di aggiornamento e acquisizione di un nuovo sistema di simulazione per la gestione dello spazio aereo canadese, chiamato Camsim. Io fui scelto tra i coordinatori. Il mio compito era di stabilire nuovi parametri ergonomici e formulare le nuove specificazioni delle funzionalità (che sono oltre 150) per facilitare le manovre degli aerei virtuali della futura "stazione del pilota". Quest’ultima, per essere più chiari, è usata per simulare la navigazione e le manovre degli aerei virtuali sia in volo sia a terra negli aeroporti.
Posso dire, con un certo orgoglio, che dopo una lunga e intensa fase di omologazione con la compagnia Cae a Montreal (Canada) costruttrice del simulatore, il sistema è attualmente in funzione nell’edificio attiguo alla nuova torre di controllo dell’aeroporto di Ottawa, ed è utilizzato nelle valutazioni di nuove procedure per il controllo del traffico aereo canadese.
Ecco, allora, come un semplice sogno della fanciullezza, scaturito a causa di uno "svizzero" sconosciuto, è diventato realtà, riuscendo ad aprirmi porte e opportunità che credevo si potessero solo sognare. Sono in pensione da ormai quattro anni, e sono passati più di trent’anni dal mio ultimo volo, ma ogni tanto il sogno di prendere la rincorsa, allargare le braccia e volare, ritorna sul vecchio schermo della mente, rendendo il sonno piacevole.
Un saluto dal Canada a tutti gli emiliani, che invito a visitare la mia pagina web: http://www.giorgiozanetti.ca
Giorgio Zanetti
Ottawa, Canada
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