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Le vostre storie
UNA GIORNATA PARTICOLARE
10 aprile 2005, a Triel-sur-Seine la festa della Fratellanza Reggiana
Una giornata tanto diversa dalle altre che difficilmente si potrà dimenticare.
Una giornata particolare dove la bellezza del paesaggio - ci troviamo a Triel- sur-Seine, a pochi chilometri da Parigi - si mescola con alcuni frammenti di storia. Da un lato c’è la generosità della natura: le acque della Senna scorrono lentamente, quasi ad accarezzare le sue sponde, un salice sembra piegarsi con forza nell’intento di farsi sfiorare dalle carezze delle acque, dietro una siepe gli uccelli acquatici entrano con grazia nel fiume e poi si lasciano trascinare dolcemente lontano, il sole si vede poco, le nuvole impediscono il passaggio dei suoi raggi di luce. Dall’altro lato ci sono frammenti di storia, testimonianze di momenti vissuti sia prima della seconda guerra mondiale sia durante la guerra, e anche dopo, a conflitto concluso, quando la crisi del lavoro obbligava uomini e donne del nostro Paese ad emigrare in altre terre, questa volta non per sottrarsi alle violenze del regime fascista come allora, ma in cerca di fortuna.
Questa è la storia a cui mi riferisco: quella che fornisce la conoscenza del contesto più ampio entro il quale si è svolta e si svolge la nostra vita, che ci fa conoscere con precisione la nostra provenienza, ci fa capire la realtà in cui viviamo, ci fa capire quale e come deve essere il contributo che ciascuno di noi deve dare per migliorare la società.
La natura e la storia sono presenti, a Triel – sur- Seine. Nel salone della festa due bimbe alacremente aiutano madame Lina Spallanzani a preparare, sopra due tavoli, i numerosi premi della lotteria che si terrà alla fine del pranzo.
Adesso sono arrivati due pullman pieni d’iscritti alla Fratellanza Reggiana. Sono in parecchi, circa un centinaio e in maggioranza donne. Lo scorrere impetuoso degli anni, nel tempo ha fatto mancare molte figure note della Fratellanza Reggiana: tra questi, alcuni suoi padri fondatori ed esuli antifascisti come Cesare Campioli, primo cittadino di Reggio Emilia dopo la liberazione, Paolo Davoli, la mia cara amica Gina Pifferi e il suo compagno Gilbert, combattente partigiano in Francia, insignito della Legion D’Onore, e di tantissimi altri. La Fratellanza tra i suoi iscritti ha avuto diversi uomini noti, tra i quali va ricordato Serge Reggiani, attore di teatro e di cinema e anche cantante, originario di Reggio Emilia, e la sua famiglia. Molti resistono ancora al passare del tempo e sono molto attivi: tra questi Lazzaro Spallanzani, già presidente della Fratellanza e oggi presidente onorario. La sua fama è nota, è un punto di riferimento non solo per l’emigrazione reggiana ma anche per altri lavoratori di diversa provenienza.
Infatti, la Fratellanza non parla solo in reggiano. Tra i suoi iscritti ci sono alcuni lavoratori provenienti da altre regioni italiane. Alcuni iscritti sono francesi. Sono stati portati al circolo da loro amici reggiani. Altri sono lavoratori stranieri. Tutto questo è fonte di ricchezza perché la semplice frequentazione di queste persone, da luoghi e situazioni diverse passate e presenti, diventa condizione di stimolo per il confronto, la comunicazione, la socialità.
“Tous ensemble, continuons a faire vivre nôtre association"
Gli invitati alla festa cominciano ad entrare nel salone, man mano occupano posto, sono circa un centinaio di persone.
Simone Cheneau, attuale presidente della Fratellanza e prima donna alla guida del sodalizio reggiano dal giorno della sua fondazione, chiede silenzio e attenzione per poter dare inizio al suo intervento. Ringrazia per la partecipazione a questa giornata che festeggia il 73° anniversario della Fratellanza Reggiana, e incomincia ad evidenziare l’attività svolta dall’associazione, illustrandone le iniziative in programma, sia sociali sia ricreative.
Simone Cheneau sottolinea poi l’importanza di tenere i legami con la propria terra e mette in risalto il ruolo della Consulta emigrazione della Regione Emilia-Romagna. A tal proposito informa della Terza Conferenza degli emiliano-romagnoli nel mondo, tenutasi a Salsomaggiore il 30 marzo e 1° aprile, e rileva che in quell’occasione Lazzaro Spallanzani ha ottenuto dalla Regione un attestato di benemerenza "per il suo impegno costante nell’associazionismo in emigrazione, dimostrando sempre un forte legame con la Regione Emilia-Romagna".
Con dispiacere, rileva la mancanza della presenza di un rappresentante del Comune di Reggio Emilia a causa di un contrattempo. Con voce velata, con dignità e dolore, madame Cheneau informa i presenti della scomparsa di suo marito. Dopo, mi cede la parola e mi presenta in qualità di rappresentante della Filef regionale e di quella di Reggio Emilia.
Intervengo porgendo i saluti della Filef regionale e provinciale e i saluti del Comune e della Provincia di Reggio Emilia. Parlo del forte valore sociale, politico e umano che ha rappresentato e rappresenta la Fratellanza Reggiana. Parigi negli anni ha visto la presenza di molti reggiani, alcuni di loro lontani da casa per sfuggire alla persecuzione del regime fascista, altri in tempi diversi, alla ricerca di un lavoro necessario per assicurare alla propria famiglia un futuro migliore. Sono stati lavoratori volenterosi, disponibili e instancabili, che hanno accettato qualsiasi lavoro Non sono sfuggiti neanche loro al giudizio ingeneroso della comunità locale che li considerava diversi ed estranei. Non sono stati pochi quelli che hanno subito problemi d’incomprensione e di velato razzismo. Questo però, anziché essere stato un elemento d’emarginazione e di chiusura, è diventato un elemento di stimolo, di confronto, di proposta politica e di crescita personale.
Il mio intervento finisce affermando che l’esperienza fatta dai reggiani a Parigi deve essere trasmessa come insegnamento ai giovani al fine di renderli più tolleranti, comprensivi e disponibili nei confronti dell´elevato numero di lavoratori stranieri presenti nel nostro Paese.
Ha preso poi la parola Giuliana Castellani per informare che la Regione Emilia-Romagna quest’anno, per il soggiorno estivo di Cattolica, mette a disposizione otto posti gratuiti. Si accettano quindi le prenotazioni e si discute come fare nel caso in cui il numero dei partecipanti fosse superiore a quello fissato dalla Regione. Finita la raccolta delle adesioni al soggiorno, inizia il pranzo. Gli altoparlanti diffondono musica. Si mangia in allegra compagnia e poi, alla fine del pranzo, inizia l’estrazione dei numeri della lotteria e la consegna dei premi. Infine si aprono le danze. Ci si diverte, si scherza, si rinnovano le amicizie, fino a quando gli altoparlanti smettono di diffondere musica e pian piano la gente comincia a salutarsi affettuosamente, per salire infine sui pullman.
Si ritorna a Parigi. Arrivederci al prossimo anno.
Mario Spatola - Filef Reggio Emilia.
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