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PIRRO CUNIBERTI, DUE BRUCHI SU UNA MENSOLA

I dialoghi di due bruchi su una mensola
Un disegno di Cuniberti Sono preziose e in gran parte inedite le opere di Pirro Cuniberti che compongono la mostra "Dalle cronache del mio orto. Disegni, dipinti e libri d´artista", ospitata dalla Fondazione Tito Balestra nella splendida cornice del Castello Malatestiano e dell´adiacente ex chiesa Madonna di Loreto a Longiano dal 1 aprile al 2 luglio 2006. Composta da 80 disegni, 8 tecniche miste su tavola e un libro d´arte, la mostra è dedicata alla figura dell´artista colto e raffinato che negli anni Quaranta fu allievo di Guidi e Morandi e nel 1957 realizzo´ la sua prima personale presentata da Francesco Arcangeli.
Da allora Cuniberti, parallelamente alla sua produzione conosciuta e ammirata, ha raccolto un vero e proprio diario personale, intimo, le cui pagine non sono scritte ma costituite da disegni, acquarelli, "carte segnate". Gli 80 disegni in mostra sono estrapolati proprio da questo corposo diario, fino ad oggi rimasto inedito, e ci svelano dunque una parte di quella dimensione privata, allestiti in tre gruppi: quarantanove che costituiscono la più recente produzione, realizzati fra il 2000 e il 2005; dodici risalenti al decennio 1990-1999; venti raccolti sotto il titolo Ricordi e immagini di un malinconico viaggio nel paese dei segni e delle sfumature, realizzati nel 1981. Fanno da corona ai disegni 8 tavole a tecnica mista risalenti agli anni 1986-1990, e il delicato libro d´artista dal titolo Volume XXXVII. Pirro Cuniberti è nato a Padulle di Sala Bolognese nel 1923. Ha frequentato la Scuola per l’Industria Artistica di Bologna dal 1939 al 1942, anno in cui viene inviato al fronte. Allievo di Morandi, di Romagnoli e di Guidi all´Accademia di Bologna, scopre la pittura di Klee alla prima Biennale del dopoguerra, nel 1948, e capisce che lo amerà tutta la vita. Poi incontra Francesco Arcangeli, che sta tirando le fila del suo "ultimo naturalismo" padano, e gli presenta la prima mostra personale, al Circolo della Cultura di Bologna, nel 1957. Partono di qui i primi lavori maturi: grumi di spazio e di vento, incastri di segni e di macchie che cercano, al centro della pagina disegnata o dipinta, un nucleo d´energia, un cuore ansioso, un gorgo, un precipizio. Ma quello di Cuniberti è un mondo dolcissimo, di segni e sfumature, di ricordi e immagini, tracce e cicatrici, grumi leggeri e trasparenze. Al di là dell’informale, c’è in Pirro una specie d´inclinazione lirica, una grazia ricercata che traspare in ogni tappa del suo percorso artistico.
Ecco cosa ha scritto nel 2000: “Segni duri, segni morbidi sfumati, segni che racchiudono forme nitide, segni che alludono, segni sgranati, segni da brivido…”. Con la mostra “Dalle cronache del mio orto”, Pirro Cuniberti torna in Romagna dopo l’antologica alla Loggetta Lombardesca di Ravenna del 1998. La mostra mette in evidenza la straordinaria figura di questo artista che espone a Londra, a Berlino, in tutto il mondo, e che, come ha scritto un critico, distilla sottigliezze “con la cura di un aceto balsamico”.
Elencando una volta i possibili "soggetti da realizzare", Cuniberti annotò, fra gli altri, i "dialoghi fra bruchi su di una mensola ben progettata", poi i "giochi del vento su di un crinale e i suoi rapporti con un polo rosso e un albero solitario", quindi i "difficili dialoghi tra due nubi e un aeroporto": come dire che tutto, se privato della sua altezzosa pretesa di significare razionalmente, e ridotto ad una polvere di "segni inutili" che cercano i loro possibili compagni d´avventura, tutto può fare poesia. E’ questa la bellezza dei disegni, della poesia e dell’arte di questo splendido ottantenne.


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