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Il personaggio del mese


SOTTO IL SEGNO DEL GALLO: GIORGIO GROPPI


Giorgio Groppi, Due galli Una piccola mostra, nell’atelier Bersani & Morelli di Piacenza, ci permette di introdurre un personaggio - un artista - poco conosciuto ma che ha un proprio ruolo nell´arte italiana del Novecento: Giorgio Groppi.
L’esposizione - 18 opere tra bronzi, ceramiche e grafiche inedite -documenta dal 10 al 31 dicembre 2005 un "incontro" dell’artista con un animale ricco di significati simbolici: il gallo.
Già nell’arte romanica questo animale veniva posto sui campanili come messaggero della luce e per molte culture è l’animale solare per antonomasia: con il suo canto annuncia l’alba e scaccia i demoni notturni. Simbolo di virilità, fierezza, forza e coraggio guerrieri, veniva raffigurato su cammei, amuleti, scudi e lapidi sepolcrali, in modo che il suo sguardo potesse scacciare ogni influenza negativa. E poi, come dimenticare il triplice canto del gallo durante il "rinnegamento di Pietro"? È il monito alla superbia.
Giorgio Groppi - spiega il critico Caterina Vagliani - prima di affrontare un soggetto lo studia e si documenta. Qui appaiono chiari i ricordi dell’infanzia trascorsa nella campagna piacentina. Nascono così i suoi galli profondamente e originalmente interpretati con soluzioni formali nuove e di arditissima potenza inventiva. La loro vitalità si concentra nel movimento e nel dinamismo interno, nelle forme che quanto più si contraggono e semplificano, tanto più si caricano di energia. La tensione si coglie nelle piume cangianti e battagliere, negli speroni robusti pronti a scattare in furibondi combattimenti, nelle creste vigorose e fiere, nei becchi protesi e nervosi.
Una mostra, questa, in cui il soggetto insolito e la molteplicità delle tecniche offrono un’ulteriore testimonianza degli interessi dell’artista per le possibilità espressive della forma.
L'artista che piaceva a Picasso
Giorgio Groppi, Gallo, bronzo Giorgio Groppi è nato a Piacenza, dove vive e lavora.
Dopo essere stato allievo di Marino Marini all’Accademia di Brera a Milano, dal 1957 ad oggi ha realizzato opere di notevole impegno. Tra le più significative, il Cavallo ferito collocato nel giardino comunale di Campione d’Italia, primo bronzo di un museo all’aperto destinato ad accogliere opere dei maggiori scultori internazionali contemporanei. Il Cavallo ferito appare anche nella sede piacentina della Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza.
Ha eseguito la complessa decorazione plastica della Cappella del Crocifisso nella chiesa del Corpus Domini a Piacenza, per la quale ha realizzato tutte le vetrate. Suoi sono anche i Crocifissi posti nelle absidi della chiesa quattrocentesca di San Domenico a Borgotaro e di quella romanica di San Donnino a Piacenza. Altre Crocifissioni sono nel Santuario della Madonna della Quercia di Bettola (Piacenza) e nella chiesa di Santa Francesca Cabrini a Codogno. Un suo Crocifisso è stato donato dal Papa Giovanni Paolo II ad una chiesa in fase di costruzione a Cracovia, e in occasione della sua visita a Piacenza nel giugno 1988 il Santo Padre ha indossato una Croce Pettorale realizzata da Groppi.
Un suo grande bronzo, Yo pienso y es asì o Don Chisciotte, è collocato nel giardino antistante la Galleria Ricci Oddi di Piacenza nelle cui sale, oltre al bozzetto de Le signore dell’estate, si trova l’opera, pure in bronzo, Antonius Placentiae Patronus. Altri suoi lavori sono conservati in importanti collezioni italiane e straniere (New York, Zurigo, Il Cairo, Berna, Lugano, Parigi, Washington).
Nel 1968 un suo piccolo Cavallo in bronzo mostrato dal poeta spagnolo Raphael Alberti a Picasso è stato molto apprezzato dal grande pittore. Nella collezione artistica della casa automobilistica Ferrari c’è un bronzo Cavallino rampante che lo scultore ha donato all’ingegnere Enzo Ferrari.
Un suo bronzo si trova nel Museo Lercaro - Fondazione Lercaro di Bologna e a Piacenza, davanti allo stabilimento JOBS, è collocato Genesi, un grande bronzo alto 3,30 metri. Sempre a Piacenza, nell’atrio della Basilica di Sant’Antonino, detto del Paradiso, è collocata la grande statua bronzea raffigurante Papa Gregorio X (1271-1276).
Numerose sono le statue eseguite per le chiese di Piacenza: in Cattedrale è collocata la statua della patrona della città, Santa Giustina; nella Basilica di San Savino si trova il bronzo dell’omonimo santo; una raffigurante Padre Pio è posta nei pressi chiesa della SS. Trinità. Una grande statua di San Colombano, invece, è presente nell’Abbazia di Bobbio (Piacenza), mentre nella piazza di Travo (Piacenza) campeggia il monumento equestre a Sant’Antonino.
Nella raccolta numismatica del museo Fitzwilliam dell’Università di Cambridge figurano tutte le medaglie coniate da Groppi in occasione di varie celebrazioni.


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