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Il personaggio del mese


GIORGIO GASLINI, IL JAZZ IN APPENNINO


Veduta di Borgotaro Se oggi il nostro jazz è apprezzato in tutto il mondo, lo dobbiamo sicuramente a personaggi come Giorgio Gaslini, Enrico Rava e pochi altri, che hanno spianato la strada ai giovani musicisti che oggi non temono confronti a livello internazionale - parliamo di gente come Paolo Fresu, Danilo Rea, Gianluigi Trovesi, Gianluca Petrella.
Giorgio Gaslini da molti anni ha scelto come "buen retiro" il paese di Borgotaro, sull’Appennino parmense. Ha posseduto una splendida residenza di origini cinquecentesche in un borghetto sul limitare del bosco, e ora si è trasferito in paese, o meglio appena fuori. E’ la sua seconda casa, naturalmente, perché lui è milanese tutto d’un pezzo. Ma è la casa, luminosa, silenziosa, spaziosa, in cui scrive più volentieri, in cui compone i suoi pezzi accarezzando il grande pianoforte a coda che troneggia nella sala. Questa la sua biografia.

Nato nel 1929 a Milano, Gaslini è stato il primo musicista italiano ad essere invitato, negli anni ’70, al festival di New Orleans. Pianista, compositore e direttore d’orchestra, ha al suo attivo più di tremila concerti e cento dischi, per i quali ha vinto dieci volte il Premio della Critica.
Iniziatore di correnti musicali, ha contribuito a portare la musica ai giovani nelle scuole e nelle università, ma ha tenuto concerti anche nelle fabbriche, negli ospedali psichiatrici, e partecipato a festival in oltre 60 nazioni.
Attivo anche nella musica contemporanea, dopo aver conseguito sei diplomi al Conservatorio di Milano ha composto lavori sinfonici, opere e balletti per il Teatro alla Scala e per i maggiori teatri italiani. E’ stato titolare dei primi corsi di Jazz nei Conservatori Santa Cecilia di Roma e Giuseppe Verdi di Milano, facendo conoscere una nuova generazione di talenti musicali e aprendo la strada all’ingresso ufficiale del jazz come materia di studio in tutti i conservatori italiani.


Musica e cinema
Giorgio Gaslini a Borgotaro Giorgio Gaslini ha collaborato per le musiche di scena con i più prestigiosi registi di teatro e lavorato anche per la televisione. Per il cinema ha composto numerose colonne sonore: celebri le sue musiche per La Notte di Michelangelo Antonioni, premiata con il Nastro d’Argento, e per Profondo Rosso di Dario Argento. E’ inoltre autore dei libri Musica Totale (Feltrinelli), Tecnica e arte del Jazz (Ricordi), Il tempo del musicista totale (Baldini e Castoldi).
Grande successo europeo hanno ottenuto nel ’91-’95 le suites Pierrot Solaire e Skies of Europe con l´Italian Instabile Orchestra. Nel ’96 ha composto per il Teatro Romano di Verona Mister O, prima opera jazz della storia. Dal ’97 la Soul Note sta pubblicando in CD la sua opera omnia. Nello stesso anno, con la sua donazione al Comune di Lecco di migliaia di dischi, libri, partiture originali, ha creato presso Villa Gomes il Fondo Musicale Gaslini inaugurato nel 2001, a disposizione di giovani musicisti e studiosi. Nel 2000 ha fondato la Proxima Centauri Orchestra, forte di 15 tra i migliori solisti italiani. Nel 2002 il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, gli ha conferito il premio alla carriera: diploma e medaglia d’oro, riconoscimento riservato ai benemeriti della cultura e dell’arte. Nell’estate 2003 ha avuto grande successo con il Progetto U (Ulisse) realizzato nel sito archeologico di Carsulae (Terni) con il suo quintetto, il trio del jazzista americano Uri Caine, il testo e l’interpretazione di Marco Paolini e la scenografia di Arnaldo Pomodoro. Nel 2006 l’etichetta olandese Mirasound ha pubblicato il CD della sua Sinfonia delle Valli per due orchestre e coro (150 esecutori) diretta da Lorenzo della Fonte. La Velut Luna ha realizzato il cofanetto di 5 CD con il suo Song Book: 100 canzoni con testi dell’autore.
Canzoni d'autore
Ancora Gaslini al pianoforte E´ anche di questo che abbiamo parlato con il maestro, quando siamo andati a trovarlo nella sua nuova casa di Borgotaro, nell’Appennino parmense. Dopo aver mantenuto per trent’anni il suo buen retiro nel piccolo borgo di Gorro, dove ha restaurato un monastero del ‘500 in pietra, immerso in un bellissimo parco e con tanto di teatrino domestico, Gaslini si è trasferito a Borgotaro paese, perché Gorro si era spopolato, e non era agevole vivere in una cattedrale nel deserto. In questa casa ha composto le sue cento canzoni raccolte in cofanetto. "E´ più difficile oggi scrivere una canzone d´autore che una sinfonia", dice Gaslini. "In un minuto, tanto quanto dura il ritornello, e negli altri pochi minuti del brano devi dire tutto: ma non schematicamente, perché un testo non è un sms, bensì in sintesi. Qui sta la difficoltà". E ricorda come, nel parco di Gorro, leggesse ad alta voce Montale e Ungaretti, trovando musicali le loro poesie, perfette come canzoni. "Balaustrata di brezza / per appoggiare stasera / la mia malinconia": c´è del genio in questi brevi e famosi versi di Ungaretti, la capacità di dire tutto in estrema sintesi. "La canzone d´autore perfetta - continua Gaslini - è quella dove c´è la fusione totale tra parola e suono, uniti in un nesso inscindibile. E porta ad esempio "Night and day" di Cole Porter. Quattro note e le parole giuste, che non potevano essere diverse, su quelle quattro note. Così come perfetta, tanto che tutto il mondo la cantava, è la canzone che comincia con un gioco di parole, con un´assonanza: "begin the beguine", comincia la beguine...
E così, come Cole Porter, anche Gaslini le sue canzoni se le scrive da solo, nella sua bella casa di Borgotaro, comprata dopo aver venduto il monastero cinquecentesco di Gorro.
"A Milano non riesco a scrivere, dice il maestro, mentre qui c’è sufficiente silenzio, luce, spazio, per vivere decentemente". A dire il vero, continua Gaslini, "anche la casa che ho in centro a Milano è silenziosa, ma mi riesce più difficile concentrarmi. Sarà perchè è una città veloce (veloce, non frenetica) che vive sul pensiero corto: tutto deve essere fatto, e bene, in fretta. Ma la creatività ha bisogno anche del pensiero lungo...".
Grande affabulatore, Gaslini continua a parlare un po’ di tutto, senza seguire un tema preciso, divagando e riprendendo gli argomenti affrontati, come in un partitura jazz. Ma non poteva essere diversamente.


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