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Il personaggio del mese
ADDIO A DINO SARTI, IL CANTORE DI BOLOGNA
È scomparso l’11 febbraio 2007 nella sua Bologna, poco più che settantenne, il cantautore Dino Sarti, il cantore delle due torri. Cantante di night-club, un po’ cantautore, un po’ showman, ha avuto successo soprattutto fra la fine degli anni ´70 e i primi anni ´80.
Nato a Bologna il 20 novembre del 1936, Sarti aveva lasciato il capoluogo emiliano parecchi anni fa per trasferirsi a Carimate, in Lombardia, ma di recente era tornato a vivere nel bolognese. La sua storia musicale comincia nelle balere della sua città, nella metà degli anni Cinquanta, mentre lavora come tornitore meccanico in una fabbrica. Il debutto ufficiale è nel 1956, alla Festa dell´Unità di Bologna, con un classico della canzone francese, Donna. Scritturato da un locale di San Lazzaro di Savena, mette insieme un repertorio composto da canzoni americane e francesi. Poi, partecipa a un concorso radiofonico per voci nuove, lascia la fabbrica, si unisce al gruppo dei Casamatta e debutta al Palace Hotel di St.Moritz.
Risale al 1957 l´incontro con Pino Calvi, che l´anno dopo gli fa incidere un 45 giri che contiene due brani, Bernardine e Giorgio del Lago Maggiore. Sono i tempi in cui viene bocciato a un provino per la Rai, perché il suo stile da cantante di night club non viene apprezzato. Debutta, invece, in tv a Radio Monte Ceneri, sempre in Svizzera. Poi, lo scopre la televisione italiana, e si esibisce in un programma condotto da Mike Bongiorno. Intanto, continua con le sue serate nei night e nei locali da ballo, e comincia a frequentare anche un gruppo di jazzisti. Per piasair lasa ster la mi dona (Per piacere lascia stare la mia donna) è la sua prima canzone in bolognese.
E´ la scoperta dei dischi di Jacques Brel a dare un´impronta particolare alla sua produzione. Sarti incide in bolognese canzoni dello stesso Brel, ma anche di Gilbert Becaud e Charles Aznavour. E´ del 1970 il suo primo album, Bologna invece!, una decina di brani suoi (comeTango imbezel, cioè Tango imbecille), traduzioni dal francese in bolognese (Jef di Brel, che diventa Dein amigh, e Natalie di Becaud) e vecchie canzoni popolari bolognesi. Il disco vende 100 mila copie: un evento, per un album di canzoni in dialetto.
Nel 1971 esce Bologna Tra un treno e ql´elter, nel 1973 debutta in cabaret esibendosi per tre mesi al Derby di Milano e nello stesso anno pubblica il secondo album, che contiene Sponeti, una delle sue canzoni più famose. Nel 1974 escono l´album Piazza Maggiore 14 agosto e il singolo Viale Ceccarini Riccione, nel 1975 è nei negozi Bologna e invece tre, che ottiene il premio della critica.
Chiamato dall´allora sindaco di Bologna Renato Zangheri per cantare, nel giorno di Ferragosto, per i bolognesi rimasti in città, Sarti si esibisce davanti a 40 mila persone, e per qualche anno l´appuntamento in piazza Maggiore diventa una tradizione. Nel 1976 esce Dino Sarti, con alcune poesie di Tonino Guerra musicate e tradotte in bolognese, oltre a I vie (versione bolognese di Les vieux di Brel). L´anno successivo incide Bologna campione, inno della squadra di calcio rossoblu, nel 1979 I love you cucombra (Ti amo cocomero).
Apprezzato anche come scrittore, Sarti dà alle stampe libri come ´Vengo dal night´, ´Night and day´, ´O si è bolognesi o si sa l´inglese´, ´Quanto zucchero?´. Partecipa anche al film-tv di Carlo Lizzani ´Fontamara´ (1980) e ai film ´Vai alla grande´ di Samperi (1983) e ´Dichiarazioni d´amore´ di Pupi Avati (´94).
Negli anni Ottanta e Novanta la sua attività discografica rallenta: escono solo l´album ´Spometi´ (1982), la raccolta ´Sentimental Bertoldo´ (1994) e un recente ´Disco platinum´ con i successi di sempre e alcuni inediti. Con lui scompare uno dei più popolari cantanti in dialetto bolognese, assieme ad Andrea Mingardi.
"Le canzoni di Dino Sarti - ha detto di lui il noto giornalista bolognese Enzo Biagi - hanno il sapore del pane all´olio e rispecchiano il carattere della mia gente".
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