
Intervista
IL RESTAURATORE DELLA REGINA
A Borgotaro (Parma) lo conoscono come "Seseti", che vuol dire "sei etti", il suo peso da neonato. Da grande, a sessant’anni, Tonino Bonici è diventato un peso massimo della nostra emigrazione a Londra. Dopo essere stato nominato capo restauratore dalla Regina Elisabetta, vale a dire il responsabile dell’ingente patrimonio di mobili di Buckingham Palace, ora ne è anche il cerimoniere. Ma come è arrivato a questi livelli l’emigrante del "burgu"? La sua è una classica storia di successo che accomuna molti altri borgotaresi partiti senza un soldo in tasca e oggi felicemente integrati nella società inglese.
Il padre di Tonino era falegname, o meglio "lustrino", come si chiamavano gli artigiani che lucidavano e lavoravano il legno coi vecchi sistemi. Aveva imparato a restaurare i mobili antichi a Parigi, dove con la moglie era rimasto ben 18 anni. Tornato a Borgotaro per aprire una falegnameria tutta sua, cerca di coinvolgere il figlio, che però ha altre ambizioni. Vuole girare il mondo, e Borgotaro gli sta stretta. Anche senza parlare bene l’inglese, Tonino tenta l’avventura e approda al Paul Getty Museum di Los Angeles e Malibu, per il quale fa alcuni lavori applicando le conoscenze apprese dal padre. Nel 1974 torna a Borgotaro, dove sposa una ragazza originaria del luogo ma nata in Scozia, che lo aiuta a migliorare il suo inglese. L’anno seguente è pronto per rispondere a un annuncio del Times, con il quale la Casa Reale cercava un restauratore per Buckingham Palace.
Com’è andata la selezione?
L’esame consisteva nel rimettere in sesto un tavolino tanto disastrato da sembrare una causa persa. Il tutto in un paio d’ore.
Oggi, a tanti anni di distanza, Tonino Bonici ricorda ancora il giorno dell’assunzione che ha impresso la svolta alla sua vita, e il corso d’inglese full immersion necessario per comunicare con collaboratori e colleghi. Ma più che il fluent english, a lui era richiesta capacità di lavoro e discrezione: molta discrezione, come ha raccontato in un’intervista al TG Emilia-Romagna, che riportiamo.
Com’è Sua Maestà come datore di lavoro?
Molto attenta ed esigente, nel senso che le piacciono le cose fatte bene al 100 per cento. Il lavoro non è semplice perché a Buckingham Palace c’è molto da fare: il palazzo è grande e ci sono dei mobili bellissimi. E poi ci sono tanti ricevimenti, le cose vengono usate, non è un museo.
Le è capitato di parlare con la Regina?
Sì, più di una volta. Logicamente, la Regina si muove libera nella sua casa. Se la si incontra, se parla prima lei abbiamo il diritto di rivolgerle la parola, altrimenti si fa un piccolo inchino e si va avanti.
Ora le stato dato un incarico mai toccato prima a un italiano.
Quando la Regina andrà ad aprire il Parlamento, io sarò presente come suo cerimoniere, insieme a un’altra persona.
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