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Intervista


COM'E' BELLA L'EMILIA-ROMAGNA

UNA CHIACCHIERATA TRA AMICI IN SALA FARNESE A BOLOGNA
La Sala Farnese a Bologna L’appuntamento è nel primo pomeriggio di un luminoso giorno di settembre (il 24) presso la Sala Farnese del Comune di Bologna. I ragazzi arrivano puntuali, si aggirano tra affreschi, marmi preziosi e soffitti a cassettoni e, armati delle loro macchine fotografiche, si affacciano alla finestra da cui si gode una vista meravigliosa su Piazza Maggiore. Emilia, la loro accompagnatrice e interprete, ce l’aveva detto: "Questi giovani sudamericani sono carinissimi". In effetti, benché stanchi (la mattina hanno visitato la fabbrica della Ferrari a Maranello e un’azienda di parmigiano-reggiano a Modena), non hanno perso l’entusiasmo di vedere, imparare, assaporare l’Italia di oggi. Per molti di loro è la prima volta e tutto sembra stupendo. Joana, brasiliana, dice che ogni volta vede cose più belle della precedente e Claudio, paraguaiano, racconta di avere già scattato dieci rullini di foto. I ragazzi ospitati dalla Consulta emigrazione per un soggiorno studio in regione sono dodici, tutti di origine emiliano-romagnola. Alloggiano a Rimini, all’Hotel Abarth, dal 12 al 30 settembre, e sono stati segnalati dalle rispettive associazioni emiliano-romagnole. Da Mar del Plata (Argentina), vengono Carolina Lucero, studentessa in fisioterapia, e Andrea Mariana Vera, laureata e impiegata in una farmacia. Da Salta, sempre in Argentina, sono arrivate le giovanissime Antonella Poggiali (diciottenne, studia amministrazione d’impresa presso l’Università di Cordoba) e Ana Karina Bertuzzi, studentessa di scienze statistiche all’Università di Buenos Aires. Quattro anche i giovani brasiliani, due da Belo Horizonte (Joana Mariani, pedagogista specializzanda in psicologia, e Paulo Bastianetto, medico) e gli altri due dalla città di Salto: Gabriel Costantino Conti, studente di ingegneria attualmente occupato in un’impresa, e Vivian Rodrigues che lavora in un negozio di abbigliamento. Di Asunción, la capitale del Paraguay, sono Claudio Higinio Bardella Mendoza, imprenditore e fotografo, e Elisa Alicia ´Carolina´ Gonzalez de Velazquez, laureata in scienze politiche e consigliera per i temi legali presso il locale Parlamento. Da Montevideo (Uruguay) provengono Silvia Beltrami, occupata presso un’impresa di studi agronomici, dopo aver seguito corsi di inglese e di amministrazione, e la diciannovenne Cecilia Mirta Rodriguez, iscritta a giurisprudenza ma decisa a diventare insegnante di italiano nel suo Paese.Per parlare più tranquilli, senza esser disturbati dai turisti che vanno e vengono, ci ritiriamo nella splendida Cappella Farnese con i suoi affreschi tardocinquecenteschi, realizzati quando vice legato era il cardinale Pier Donato Cesi, artefice del riassetto monumentale del centro cittadino (Palazzo dell´Archiginnasio, Palazzo dei Banchi, Fontana del Nettuno). Ci assiste Emilia, l´interprete, che interviene quando i ragazzi hanno qualche difficoltà con l´italiano: d´altronde, sono in Italia proprio per imparare la lingua. La conversazione non segue un filo preciso: si parla soprattutto delle prime "impressioni d´Italia" registrate da questi giovani latinoamericani che non lesinano, nelle loro osservazioni, l´aggettivo lindo. Tutto è bello e grazioso, lindo, per loro: i luoghi, le persone, le situazioni. La ragazza del Paraguay, Carolina, ha visitato Roma parecchi anni fa, e trova l´Italia molto più pulita oggi. Ma ad impressionare i ragazzi brasiliani è soprattutto la sensazione di sicurezza che si respira nel nostro Paese: "siamo entrati in libreria e abbiamo appoggiato le borse sul banco senza timore", dicono. "Da voi le automobili girano con i finestrini aperti; da noi si viaggia tutti sigillati dentro per paura di essere assaliti ai semafori", aggiungono. Replichiamo che anche in Italia molti si lamentano della microcriminalità, ma senza convincerli. Bologna, per loro, è un paradiso. Tutto è bello e pulito, insomma: le spiagge di Rimini (ma stupisce che la maggior parte sia a pagamento, con lettini e ombrelloni "carissimi per lo standard latinoamericano"), i palazzi dei centri storici - "restaurati con cura perché voi tenete al vostro passato" - e le strade delle città: che "in Italia è possibile percorrere in bicicletta, mentre da noi si rischia di essere investiti anche sulle strisce pedonali perché nessuno si ferma". "E´ una questione di educazione", suggerisce Gabriel Conti. Pure la comida, cioè il cibo - aggiunge Claudio Bardella - "è ottimo", anche se - finalmente una critica! - tutti concordano nel sostenere che la carne in Italia non è buona come in Argentina, Brasile o Uruguay.
DIFFERENZE E AFFINITA'
Una veduta di Comacchio "Abbiamo imparato - continua il brasiliano Gabriel - la sequenza delle portate: antipasto, primo e secondo piatto, frutta, dolce e caffè". E anche che "la pasta va cotta al dente: noi in Brasile la mangiamo scotta perché non abbiamo a disposizione quella col grano duro", si inserisce Paulo Bastianetto, medico a Belo Horizonte, che inneggia anche al Sangiovese: "dopo un buon bicchiere di vino è più facile parlare italiano!". Chi conosce, invece, tutti i segreti della cucina emiliano-romagnola sono due ragazze argentine, Andrea Mariana di Mar del Plata e Antonella Poggiali di Salta, capaci di fare la sfoglia e cucinare i tortellini senza difficoltà. Sempre con Antonella, e con la brasiliana Vivian Rodrigues, discutiamo invece di una caratteristica italiana che i ragazzi hanno notato: a fronte del grande numero di anziani, "sono pochi i giovani che si vedono in giro". Affrontiamo il problema della denatalità, e i ragazzi insistono: "siamo entrati in una chiesa e abbiamo visto che ad assistere alla messa c´erano solo persone di una certa età". Corriamo ai ripari, spieghiamo che il sentimento religioso in Italia è un po´ in crisi, ma i ragazzi ci fanno notare che, nei loro Paesi, "la messa è ancora un rito: si va tutti insieme la domenica, tutta la famiglia unita perché da noi la famiglia è importante". Il discorso poi si sposta sui prezzi, sul caro vita: Paulo, il medico, afferma che "i libri costano meno in Italia che in Brasile", e qualcuno gli fa notare che qui si ferma l´elenco dei beni meno cari - tutto il resto, in Sudamerica, è più economico. "L´euro forte e le possibilità di occupazione - continua Paulo Bastianetto - spingono molti italo-brasiliani a recarsi al Consolato italiano per le ricerche sulla discendenza utili per ottenere la cittadinanza e venire in Italia, ma il Consolato vuole disincentivare le partenze e avverte che possono servire anche tre anni per completare una ricerca". E da Montevideo, in Uruguay, arriva la notizia che ci sono 40mila richieste di cittadinanza pendenti al Consolato italiano. "E´ normale - spiega la paraguaiana Carolina: da noi c´è poco lavoro e venire qui può essere utile per imparare e tornare con le idee più chiare su quello che si vuole fare". Certo, ribatte il medico brasiliano, ma "molti partono senza le adeguate informazioni, senza sapere come si vive in Italia, e restano delusi".
L´incontro è finito. Mentre usciamo dalla Cappella Farnese, la brasiliana Joana dà un ultimo sguardo ai dipinti e con gli occhi che si illuminano dice: "è veramente bella questa città, piena di monumenti, chiese, palazzi". "Sono tutti - aggiunge Carolina - più vecchi dei nostri Paesi".
Rivediamo i ragazzi a Rimini, qualche sera dopo, insieme al presidente della Consulta Ivo Cremonini e allo staff della Consulta. Cremonini chiede ai giovani di "impegnarsi nelle associazioni perché c´è la necessità di un ricambio generazionale". I ragazzi, tutti entusiasti del soggiorno-studio, ringraziano per l´ospitalità e per l´opportunità che è stata loro offerta dalla Regione Emilia-Romagna, impegnandosi a mantenere i contatti tra di loro e a partecipare alla vita associativa nelle rispettive comunità d´appartenenza. Ma "la Consulta - scherza Carolina - deve inviare del buon Sangiovese in Paraguay!".
Il programma studiato dalla Consulta emigrazione per i ragazzi prevedeva il corso di lingua italiana presso l´Istituto InLingua di Rimini (un centro di formazione linguistica presente in 49 Paesi nel mondo) con lezioni in aula per 32 ore, nonché visite guidate a Venezia, ai centri storici di Rimini, Bologna e Ferrara (con prolungamento a Comacchio e all´Abbazia di Pomposa), a San Marino, ai mosaici bizantini di Ravenna, a Modena per assistere al processo di produzione del parmigiano-reggiano, e infine a Maranello alla famosa Galleria del Vento dove la Ferrari sperimenta le innovazioni tecnologiche.


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