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Intervista
QUATTRO ARCHITETTI E UN INGEGNERE
Impariamo a costruire
Abbiamo parlato con i cinque ragazzi - quattro argentini e un brasiliano - arrivati a Bologna per il programma "Boomerang" organizzato dal Cides per conto della Consulta emigrazione e destinato ai discendenti di emigrati emiliano-romagnoli. I giovani seguono lezioni teoriche e frequentano uno stage presso aziende della nostra regione. L´edizione primavera-estate di "Boomerang" riguardava il settore edile ed era pertanto rivolta a corregionali con formazione in architettura, ingegneria o comunque nel campo delle costruzioni.
Maria Teresa Lainez, 25 anni, residente a Buenos Aires e di origini piacentine, frequenta l´ultimo anno di architettura e sta preparando la tesi di laurea. Lavora già in uno studio di architettura nella capitale argentina e ha svolto lo stage presso la Tecno 1, un´impresa di costruzioni che si occupa di ristrutturazioni all´interno del centro storico di Bologna.
Sergio Gorriti vive a Viedma e si è laureato nel 1990 all´Università di Cordoba in architettura. Lavora come dipendente presso la Provincia di Rio Negro, dov´è responsabile del settore delle infrastrutture parlamentari, e come autonomo in uno studio di progettazione, per il quale ha diretto i lavori per la costruzione di un grande complesso residenziale sulla costa Atlantica tra Viedma e Las Grutas. A Bologna ha svolto la sua esperienza di stage presso la Tecnicoop, un´impresa che opera nel campo della progettazione edile ma si occupa anche di pianificazione territoriale e urbanistica e della realizzazione di studi sul traffico e sulla mobilità.
Lucia Tolomei, 22 anni, proviene dalla Provincia di Buenos Aires, è originaria di Parma e frequenta la facoltà di architettura dell´Università di Buenos Aires. A Bologna ha effettuato lo stage presso il Copalc, un consorzio di cooperative edili con finalità mutualistiche, che realizza interventi di edilizia abitativa per i soci.
Ha svolto la propria esperienza professionale nel settore dell’edilizia cooperativa con fini di solidarietà sociale, e precisamente presso il consorzio Coreceer, anche Flavio Ertola, che nella provincia di Buenos Aires, dove risiede, è geometra e capo mastro nell´impresa di famiglia.
Rafael Cantarelli, 31 anni, di origini reggiane, è l´unico non argentino: nato a Porto Alegre, in Brasile, abita a Florianopolis e si è laureato in ingegneria civile all´Università Regionale Las Missiones di Santo Angelo. E’ già stato a Bologna qualche anno fa per frequentare un corso di perfezionamento post-universitario in edilizia bio-ecologica; poi ha conseguito il dottorato di ricerca in pianificazione territoriale per lo sviluppo turistico sostenibile all´Università de Catalunya, a Barcellona. Ha svolto lo stage presso l´Ufficio Tecnico del Comune di Bologna, occupandosi delle procedure per la verifica di conformità urbanistica ed edilizia.
L'intervista
"In Brasile c´è ancora molto da fare - ci ha detto Rafael -, l´industria turistica è agli inizi e non si presta molta attenzione alle problematiche ambientali; o meglio, le leggi in materia ambientale ci sono, ma non sempre vengono rispettate. Per questo mi è stato molto utile lo stage presso il Comune di Bologna, il cui Ufficio Tecnico coordina in modo efficiente l´attività dei nuclei operativi sul territorio per il rispetto delle norme in materia di edificazione".
"Anche in Argentina ci sono leggi ambientali e urbanistiche che vengono ignorate - incalza Lucia -, infatti chi ha i soldi può costruire con tutti i metri cubi che vuole senza la minima attenzione per l´ambiente. In genere, dipende dalla sensibilità dell´architetto il rispetto delle norme ambientali".
"A Buenos Aires - aggiunge Maria Teresa - non si sta facendo molto per seguire il piano urbanistico della città, che è come se non ci fosse. Ora in Argentina ci sono molte possibilità di occupazione nel campo dell´edilizia, il paese è in ripresa da tre, quattro anni, e la situazione è sicuramente migliorata, ma non si sa per quanto, e comunque si fa molto ricorso al lavoro ´nero´, senza assicurazioni sociali, senza tutela della sicurezza e della salute. Per questo è interessante per noi conoscere altre culture, confrontarci con le vostre esperienze, e, in particolare, con il vostro mondo cooperativo, da noi quasi inesistente. Spero di poter utilizzare in Argentina le conoscenze apprese a Bologna".
"Anch´io - dice Flavio - mi auguro di poter applicare le tecniche nuove imparate durante lo stage all’attività della mia ditta, che costruisce e ristruttura abitazioni principalmente nel quartiere di Hurlingham a Buenos Aires". "Il mio desiderio invece - interviene Rafael – è di insegnare all’Università e di lavorare con i Comuni e le amministrazioni pubbliche come consulente".
A tutti gli stagisti Bologna ha fatto un’ottima impressione. "E’ una città universitaria con una vita culturale molto ricca, ci sono molti servizi per gli studenti, musei, teatri, cinema, ristoranti", dice Rafael. E Lucia: "mi piace molto il centro della città, con gli antichi edifici che ne raccontano la storia". "La mia città, Viedma, non ha una storia tanto antica – aggiunge Sergio – e qui a Bologna ho potuto ammirare il rispetto che l’amministrazione pubblica ha per i monumenti storici, ben conservati. Così anch’io, in Argentina, vorrei impegnarmi nella conservazione del patrimonio culturale della nazione, in particolare dei monumenti della città di Carmen de Patagones, nella Provincia di Buenos Aires". Maria Teresa è rimasta colpita dai "tanti motorini e tante macchine piccoline che sembrano giocattoli", riferendosi alle city-car (come le Smart) che i bolognesi usano per parcheggiare più comodamente in centro.
I ragazzi si sentono legati all’Emilia-Romagna: qualcuno vi era già venuto, come Sergio e Rafaèl, qualcun altro conserva nella città di residenza un rapporto con la comunità di origine o, semplicemente, il ricordo dei nonni. E’ ancora Sergio che parla: "mio nonno era un pescatore e mi raccontava sempre le storie legate alla riviera romagnola".
Infine, una rivendicazione d’orgoglio: "a noi piace molto il design e l’Italia è la patria del design", dicono insieme Lucia e Maria Teresa. "Ma, quanto all’architettura, anche l’Argentina vanta famosi architetti, come Rafael Vignoli, che in realtà è uruguayano ma si è formato all’Università di Buenos Aires, e Cesar Peli, che ha costruito a Singapore le torri più alti del mondo". "E anche le nostre città – conclude Rafael – non sono certo male: Florianopolis, ad esempio, è bellissima, è un’isola nel mare collegata da un ponte alla terraferma".
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