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Intervista


L’UNIONE EUROPEA VISTA DA PRAGA

34 anni, originario di Ravenna, Massimo Bernacconi, presidente della nostra associazione di Praga, è un funzionario dell'Organizzazione europea per la Sicurezza della Navigazione Aerea, che ha un ufficio nella capitale ceca per la gestione di un programma di cooperazione internazionale. L'associazione, da poco costituita, "è in continua crescita e raccoglie al momento - spiega Bernacconi - una quindicina di membri, espressione di vari segmenti della società: imprenditori, dirigenti, professionisti, funzionari pubblici, artisti, commercianti, il cui periodo di permanenza a Praga può variare dai pochi mesi ai 15 anni e non è legato solo a motivi professionali, ma in qualche caso anche a matrimoni con cittadini cechi o a folgorazione artistica".
Alcuni soci nello storico Caffè Louvre, agli inizi del secolo ritrovo di intellettuali. Da sin. a dx: Davide Scarselli, Vit Kaspar, Ivan Bondi, Roberto Zizzi, Achille Bucci, Massimo Bernacconi
E così, alla fine, il 1° maggio 2004 è arrivato e la Repubblica Ceca è entrata a far parte dell’Europa…

Più che in Europa, è entrata nell’Unione Europea, infatti, come ha precisato l’"euroscettico" presidente della Repubblica Vaklav Klaus, dall’Europa i cechi non se ne sono mai andati. Ora nell’Unione c’è questo Stato in più che si chiama Cechia (Cesko): tale sarà d’ora in avanti il nome ufficiale. Lo ha stabilito il Senato l’11 maggio, consentendo in tal modo di abbandonare la dicitura provvisoria Repubblica Ceca che durava dal 1993, anno della dissoluzione della Cecoslovacchia.

E’ vero che le celebrazioni ufficiali si sono svolte senza troppo entusiasmo?

Le celebrazioni per l’entrata formale nell’Unione Europea si sono svolte in tono minore, anche nella capitale Praga, dove la gente sembrava più interessata ai concerti che, a decine, hanno allietato le frotte di turisti già appagati dal clima primaverile. Certamente, il clima politico poco favorevole all’ingresso che si respirava al Castello di Praga, sede della presidenza della Repubblica, non ha giovato all’entusiasmo dei praghesi, distratti soprattutto da una primavera ricca di eventi culturali e sportivi di alto livello. La città ospitava, infatti, il 59° Festival musicale di primavera, che ha chiamato a raccolta appassionati da tutto il paese e da tutta Europa e, come se non bastasse, a Praga si teneva in quei giorni l’evento sportivo dell’anno, il campionato mondiale di hockey su ghiaccio che per i locali ha lo stesso appeal che per noi la Coppa del mondo di calcio.

Tutti "euroscettici" ancora prima di cominciare l’avventura europea?

Il comune cittadino, travolto dall’effimero, stordito dal brontolio di rimpianto dei "falchi" anti-Bruxelles per la perduta autodeterminazione e dalle accuse di inefficienza lanciate agli "euroburocrati", confuso e in bilico tra le promesse di una nuova età dell’oro e gli effetti concreti dell’incremento dei prezzi a causa delle nuove tariffe IVA, mantiene generalmente un "basso profilo". L’uomo della strada sembra essere preda di quello stato d’animo che mescola sapientemente spirito di conservazione e voglia repressa di sovversione, tipico di quell’icona nazionale rappresentata dal Buon Soldato Svejk, l’antieroe creato da Jaroslav Hasek che passando per fesso agli occhi degli ufficiali riesce, invece, a cavarsela sempre in tutte le situazioni. Questa metafora, che simboleggia lo spirito di resistenza passiva che anima i cechi nei confronti di un potere percepito come lontano e vessatorio, resiste dai tempi dell’Impero austro-ungarico: essa ha consentito al cittadino medio di sopravvivere all’occupazione nazista e a cinquant’anni di "socialismo reale", e forse sarà utile per far passare senza grossi traumi anche questa transizione che porterà in tempi brevi al completamento del processo di ricostruzione sociale, politica ed economica del paese.

Nella discussione sull’Europa sono entrati anche temi concreti, che stanno a cuore alla popolazione?

Certo. Se l’atavica diffidenza verso le istituzioni, statali o comunitarie che siano, certamente rimane un tratto caratteristico del carattere ceco, non va dimenticato che il dibattito è stato animato anche da temi molto concreti: oltre alla già ricordata querelle sul nuovo regime IVA, il dibattito pubblico si è incentrato su argomenti come il regime transitorio che impedirà per qualche anno la libera circolazione dei lavoratori o la necessità di inserire la Cechia nell’area Schengen. D’altro canto, una fascia importante della popolazione è consapevole dei benefici a medio termine che l’essere membro dell’Unione porterà al paese: basti pensare al via libera concesso l’11 maggio dal comitato STAR (Strutture Agricole) della UE a un piano di sviluppo rurale destinato alla Cechia del valore di 678 milioni di euro nel triennio 2004-2006.

L’adesione ai valori e ai principi comunitari è naturalmente legata agli interessi economici del paese.

Sì, ma il sostegno economico non esaurisce certo il tema della reciproca cooperazione, che deve essere estesa anche al rapporto diretto fra realtà quali le regioni o le aree metropolitane. Una piena, rapida ed equilibrata integrazione dei paesi di nuova adesione va accompagnata dal reciproco travaso d’esperienza, cultura e conoscenza. Ne sono un esempio i giovani ricercatori che da tutta Europa in sempre maggior numero giungono a Praga, attratti dalle opportunità scientifiche offerte da laboratori ed università locali in campi ad alto valore aggiunto quali quelli delle biotecnologie e della genetica.

Come agirà la vostra associazione di emiliano-romagnoli nel nuovo scenario aperto con l’ingresso della Cechia nell’UE?

Il recente incontro di una nostra delegazione con l’Ambasciatore d’Italia a Praga Giorgio Radicati, ha messo in luce la nostra volontà di agire in supporto alle locali istituzioni nazionali (Ambasciata, ICE, ENIT, Camera di commercio, ecc.) tramite la costituzione di una rete di garanzia per i corregionali (ma anche tutti gli altri italiani) che si trovano nella Repubblica Ceca per motivi di studio, lavoro, turismo, per fare impresa, ecc. Le aree di intervento da noi evidenziate, accanto all’arte e alla cultura, sono quelle del no-profit e dello scambio di expertise per creare occasioni reciproche d’impresa su temi per noi fondamentali quali, ad esempio, l’inserimento sociale dei soggetti disabili. Tutto ciò tenendo in considerazione la tipicità del tessuto produttivo, commerciale e no-profit emiliano-romagnolo ed i requisiti dei servizi di start-up necessari per operare in loco. Obiettivo a termine è per noi quello di creare, magari in pool con altre associazioni, una sorta di sportello permanente per tutti gli italiani che, a qualsiasi titolo, vengono a lavorare o a vivere per periodi brevi o lunghi in Cechia, e per i cechi che fossero intenzionati a sviluppare rapporti con la nostra regione. Il turismo, i gemellaggi fra città e gli scambi fra studenti e insegnanti con le locali scuole dove l’italiano è studiato come seconda lingua, rappresentano altri temi di nostro interesse, per i quali svolgere funzioni di facilitazione, persuasione e seduzione. Non dimentichiamo, poi, che la tradizione di buona amministrazione pubblica che caratterizza la Regione Emilia-Romagna meriterebbe di essere divulgata, tramite la trasmissione di "best practices" e lo scambio di personale nelle aree non ancora coperte da progetti di gemellaggi (twinning) comunitari.

Nell’immediato futuro ci sono le elezioni.

Sì. Mentre ormai per tutti i cechi l’adesione è ormai un fatto compiuto e la UE costituirà senza dubbio un altro ottimo bersaglio, da affiancare al "classico" governo, contro il quale inviare strali in caso di cattivo tempo meteorologico, si è aperta la campagna elettorale per le elezioni europee. Destra, sinistra, centro, sono tutti alla ricerca affannosa di una alleanza che consenta di superare la quota minima di sbarramento ed essere rappresentati a Strasburgo e Bruxelles da almeno uno dei 24 deputati nazionali. Tutto ciò mentre lo spirito di Svejk serpeggia imperturbabile e beffardo fra la folla nella città dai tetti d’oro...  

Massimo Bernacconi, presidente dell’Associazione Praghese Emiliano-Romagnoli assoemiliaromagna_praga@yahoo.it


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