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03 novembre 2005

WINTERTHUR (SVIZZERA), IN MOSTRA L'EMILIA-ROMAGNA E IL SUO PAESAGGIO

Olivo Barbieri, Cavriago Dalle immagini poetiche di Luigi Ghirri alle trasformazioni del territorio dell´Emilia Romagna raccontate da fotografi illustri italiani e stranieri. La regione "si racconta" in Svizzera con una mostra inaugurata il 21 ottobre al Fotomuseum di Winterthur, una delle più importanti e prestigiose istituzioni museali europee, nel Cantone di Zurigo, dall’assessore all’Ambiente e Sviluppo sostenibile Lino Zanichelli. L´esposizione, che resterà aperta al pubblico sino al 12 febbraio 2006, s´intitola "The Linea di Confine Collection: A territorial reconnaissance of Emilia-Romagna".
Si tratta un’ampia selezione di fotografie provenienti dalle collezioni dell’Associazione culturale "Linea di Confine", sulle trasformazioni del paesaggio e del territorio che si sono verificate dal 1990 al 2005 nella provincia di Reggio Emilia e Modena e, più in generale, nella regione Emilia-Romagna.
La mostra, realizzata con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e con il contributo di Selex Communications, affronta il tema dell’evoluzione di un territorio vista attraverso l’opera di fotografi italiani e stranieri che hanno dedicato il loro impegno e la loro creatività all’interpretazione delle grandi trasformazioni del paesaggio contemporaneo, alla ricerca dell’identità storica e ai valori culturali della nostra regione.
L’esposizione, che fa seguito all’antologica su Luigi Ghirri, sempre presso il Fotomuseum Winterthur, testimonia, anche attraverso i saggi predisposti per il catalogo, il filo diretto fra l´esperienza di ricerca fotografica sul paesaggio condotta da autori emiliani come Ghirri, Guidi, Barbieri negli anni Ottanta e l´attività d´indagine e di ricerca intrapresa da Linea di Confine proprio sul territorio emiliano a partire dai primi anni Novanta.
L’esposizione è curata da Urs Sthael, direttore del Fotomuseum Winterthur che, in collaborazione con Linea di Confine, ha realizzato una selezione dei lavori prodotti dagli autori, stranieri ed italiani, anche delle più recenti generazioni, che hanno partecipato ai progetti d’indagine commissionati da Linea di Confine, nel corso di 15 anni d’attività. Complessivamente gli autori presentati sono 16, fra i quali 10 italiani. Pertanto la mostra rappresenta una significativa panoramica sulla produzione contemporanea della fotografia italiana.
Sono esposte fotografie sul paesaggio del fiume Po e dei centri di Boretto, Gualtieri, Brescello e Poviglio (John Davies, 1992), sul paesaggio e il centro di Luzzara (Stephen Shore, 1993), sul paesaggio dell’appennino reggiano, nell’area di Canossa (Axel Hütte, 1995), sulle aree in trasformazione delle Casse d’espansione del fiume Secchia (Guido Guidi, 1989 e Walter Niedermayer, 1995), sul paesaggio urbano di Cavriago (Olivo Barbieri, 1990) e di Fiorano Modense (Gilbert Fastenaekens, 2000). Sono inoltre esposte fotografie e video sulle trasformazioni urbanistiche avvenute nell’area urbana "Gardenia" di Reggio Emilia (Guido Guidi, Gardenia, 1996), sulle trasformazioni del territorio emiliano visibili percorrendo la Via Emilia da Piacenza a Rimini, con in evidenza l’area dei centri commerciali di Modena Nord e la viabilità autostradale della città di Bologna (Olivo Barbieri, 2000, Paola De Pietri, 2000, Lewis Baltz (video), 2000, Gianluca Liverani, 1999, Michele Buda, 1999 e Marco Signorini, 1999), oltre a fotografie del tratto costiero di Cattolica (Guido Guidi, 2003). Sono inoltre presenti immagini sull’identità storica del mondo del lavoro tratte dall’archivio della Camera del Lavoro di Modena e sulle innovazioni nei processi produttivi dello stabilimento "Ferrari" di Maranello (William Guerrieri, 2003, Olivo Barbieri, 2003). Infine si può vedere una selezione ampia delle più recenti indagini sulla costruzione della linea veloce Bologna-Milano, ed in particolare sul tratto Bologna-Parma (John Gossage, 2003, Andrea Botto, 2004) e sulla memoria dei luoghi e delle attività di cura della storica sede dell´ospedale Sant´Agostino-Estense (Marco Signorini, 2005, Marina Ballo Charmet, 2005).
Il Fotomuseum Winterthur promuoverà un tour europeo della mostra, in collaborazione con alcune delle maggiori istituzioni europee.





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