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11 gennaio 2012

L’OMAGGIO DELLA CAMERA DEI DEPUTATI A MIRKO TREMAGLIA, PALADINO DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO

Cordoglio alla Camera dei deputati e tra gli italiani all’estero per la morte di Mirko Tremaglia, il 30 dicembre nella sua casa a Bergamo all´età di 85 anni. Per Tremaglia, ha spiegato il presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini, gli italiani all´estero "erano in primo luogo i discendenti dei nostri emigranti, di coloro che si erano sacrificati a Marcinelle" e che, "attraverso tanto lavoro, sacrificio e mortificazione, si erano integrati nelle società" d´accoglienza. "Tremaglia sapeva che i loro figli e nipoti desideravano mantenere il forte radicamento con la madrepatria e nel corso dei decenni, tessendo rapporti con tutte le forze politiche, ha reso possibile un autentico miracolo in termini politici. Prima", ha rammentato Fini all´Aula, "con l´approvazione, quasi all´unanimità, della legge che istituiva il censimento degli italiani all´estero", da cui è poi scaturita l´Aire, "e successivamente con l´approvazione della legge che ha consentito agli italiani residenti all´estero di esercitare il doppio diritto di elettorato attivo e passivo". E la presenza oggi a Montecitorio dei deputati eletti nella Circoscrizione Estero è "il suggello di quella nobile quanto convinta battaglia", ha osservato il presidente della Camera.
Molti parlamentari sono intervenuti, tra cui Gino Bucchino, deputato del Pd eletto in Nord America. Tremaglia, ha detto, “ha voluto, da Ministro, la Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, dando alla tragedia mineraria di Marcinelle un valore emblematico e ha ininterrottamente evocato la risorsa italiani nel mondo con toni che ricordano le parole che usava un altro grande protettore degli emigrati, Monsignor Giovan Battista Scalabrini, nel vivo della Grande emigrazione. Per questo, soprattutto, ha operato per creare reti di contatto con alcuni importanti protagonisti dell’italianità nel mondo, quali gli imprenditori, gli scienziati, i missionari. Il suo maggior merito, comunque, credo sia quello di avere posto con chiarezza e incredibile tenacia di fronte al Parlamento e all’opinione pubblica un’essenziale questione di cittadinanza riguardante i cittadini italiani all’estero, anzi un vero e proprio nodo di una irrisolta questione democratica, quella dell’effettività del voto di milioni di cittadini e della possibilità di avere un’effettiva rappresentanza istituzionale. Se è vero che l’inserimento in Costituzione della Circoscrizione Estero e l’approvazione della legge sul voto per corrispondenza sono il frutto di ampie convergenze parlamentari, è altrettanto vero che senza la predicazione di Mirko Tremaglia e la sua instancabile tessitura di rapporti trasversali questi risultati sarebbero stati difficilmente raggiunti. Tremaglia scompare quando tutto quello che in lunghi anni di lavoro e di costruzione si è costruito in termini di politiche per l’emigrazione e di riforme è rimesso in discussione o sembra dissolversi”.

 







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