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07 marzo 2010

RAPPRESENTANTI DELLE ISTITUZIONI ITALIANE ALL'ESTERO CONTRO I TAGLI AI CONTRIBUTI ALL'EDITORIA

Il Corriere Canadese È già trascorsa una settimana dal sì del Senato al decreto che taglia il 50% delle risorse destinate alla stampa quotidiana e periodica italiana all’estero. In questi ultimi giorni a Roma, esponenti della stampa hanno partecipato a un incontro promosso dalla Fnsi, incontrato il sottosegretario Paolo Bonaiuti e il presidente della Fusie De Sossi: a tutti hanno fatto presente le loro difficoltà. Ma a mobilitarsi per la stampa italiana all’estero sono anche rappresentanti della collettività e delle istituzioni, come il Console a Toronto, Gianni Bardini, che ha scritto a Bonaiuti per perorare la causa del Corriere canadese, o Renata Gerone, direttrice della Dante Alighieri di Montevideo, che ha fatto lo stesso per Gente d’Italia.
"Il Corriere Canadese - scrive il diplomatico a Bonaiuti – è un vero punto di riferimento e di incontro di tutta la collettività, oramai distribuita geograficamente in tutto il Paese e articolata in moltissime componenti fra loro, altrimenti non collegate. Nell´assoluto rispetto delle decisioni del Governo (…) mi permetto di segnalarle che (…) limitare le difficoltà che l´inaspettata contrazione dei fondi è suscettibile di apportare all´attività del Corriere sarebbe benvenuto. Ciò nell´interesse della comunità in una sua fase cruciale di passaggio dalla prima generazione a quelle successive per la quale è essenziale lo strumento di guida e collegamento che esso rappresenta".
Parole citate anche da Renata Gerone, che nella sua lettera al sottosegretario scrive di "appoggiare l’iniziativa del Console Generale di Toronto”."Nella mia veste di Presidente del Comitato della Società Dante Alighieri – dice -, sento il dovere di ricordarle il ruolo che il quotidiano Gente d’Italia svolge in Uruguay. Ogni giorno il quotidiano è distribuito assieme al giornale Ultimas Noticias di Montevideo, testata molto diffusa in tutto il territorio nazionale. Come Lei saprà i giovani discendenti d’italiani appartengono alla terza o quarta generazione e sentono il profondo desiderio di conoscere la lingua e la cultura del Paese che i nonni hanno lasciato senza dimenticarlo, anche se non hanno mantenuto la lingua italiana in seno alla propria famiglia, in quanto nella maggioranza dei casi si erano sposati con uruguayani”. Gerone continua scrivendo che “alla Dante abbiamo molti giovani che hanno la possibilità di leggere Gente d’Italia ogni giorno. In Uruguay è difficile trovare riviste e libri italiani, per non dire impossibile, e inoltre quando si trovano, i giovani e spesso anche gli adulti non sono in condizione di sostenerne regolarmente la spesa. (…) Non spetta a me illustrarle quanto sia importante per la collettività italiana e non, un giornale che stimoli l’avvicinamento alla lingua di origine della metà degli uruguayani". (aise)





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