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22 febbraio 2010

FUTURISTI IN MOSTRA A RAVENNA E A MODENA

Un'opera di Francesco Balilla Pratella, musicista futurista ravennate L’Emilia-Romagna, come tutti sanno, è terra di motori. Forse era predestinata a questo perché – cosa che non tutti, invece, sanno – il movimento futurista, che inneggiava alla velocità, alle automobili e a uccidere il chiaro di luna, aveva forti radici in regione. E’ stata, infatti, l’Emilia Romagna a tenere a battesimo il movimento che in breve avrebbe attraversato tutte le arti: era il 5 febbraio 1909 quando la "Gazzetta dell´Emilia" pubblicò, in anteprima mondiale, il testo del Manifesto di fondazione del Futurismo, consacrato poi con la pubblicazione parigina, pochi giorni dopo. Ma già prima, nel dicembre 1906, lo stesso Marinetti sul palco del Teatro Regio di Parma propose, in francese, quell´Ode à l´automobile in cui avanza il tema della mitizzazione del mezzo meccanico e dell´ebbrezza siderale della velocità: un prodromo della successiva nascita del movimento futurista.

Ma anche altre province emiliano-romagnole hanno contribuito al movimento artistico, come evidenziano due mostre in corso attualmente a Modena e a Ravenna. Partiamo da Futurismi a Ravenna, allestita fino al 18 aprile alla Sala Manica Lunga della Biblioteca Classense. In occasione delle celebrazioni del futurismo legato al centenario della nascita del movimento, la Biblioteca Classense espone un cospicuo numero di libri, manifesti e documenti legati al futurismo di marca più propriamente ravennate. Accanto a Francesco Balilla Pratella, i fratelli ravennati Arnaldo Ginanni e Bruno Corradini, poi noti come Ginna e Corra, ebbero un ruolo nello sviluppo del movimento a partire dai suoi esordi. In questa esposizione libraria si dà conto di un loro futurismo letterario, e di quelle manifestazioni artistiche che maggiormente si svilupparono attorno al libro.
I futurismi ravennati sono proposti attraverso i libri prodotti, le copertine, le illustrazioni, le caricature così care al gusto del movimento, i manifesti negli esemplari posseduti dalla Biblioteca Classense, e da importanti collezioni private. Saranno esposti anche alcuni dei più importanti capolavori librari del movimento futurista, come il Libro imbullonato di Depero.

Ci spostiamo a Modena per l’altra mostra dal titolo I futuristi a Modena, allestita presso la Sala del Paradisino di Corso Cavour 52, fino al 28 febbraio. Nel 1894 Modena aveva dato i natali a quello che sarebbe diventato uno dei protagonisti del Futurismo, Enrico Prampolini "artista totale", proiettato in un percorso che lo vedrà rappresentare l´Italia nell´avanguardia europea. Nel 1897, a Finale Emilia, nasceva Piero Gigli, intrepido scrittore futurista, che però avrebbe consumato il suo migliore impeto sperimentale nei centri maggiori. Gravata da quel conservatorismo proprio delle società agricole e vincolata dal profilo artistico di una prestigiosa tradizione accademica, Modena assisterà, stupefatta e divertita forse più che scandalizzata, alla seconda tornata del Futurismo, quando, verso il 1930, una piccola cerchia di artisti ed intellettuali finalmente daranno una scossa all´apparato culturale cittadino. Capeggiati dal pittore Mario Molinari, i futuristi modenesi prendono del movimento non tanto l´originaria spinta rivoluzionaria, quanto una volontà critica e provocatoria nei confronti dell´incombente passatismo. Della stagione futurista modenese rimane un cospicuo nucleo di opere pittoriche, componimenti letterari e una ricca attività grafica per la progettazione di allestimenti, l´editoria e la pubblicità. In mostra quattro opere inedite di Mario Molinari "Aeroveduta di Modena con aeroplano", "Lirismo cosmico", "Composizione con sole" e "Ritratto di Leone Gallo" si sommano alla selezione di opere di Balla, Severini, Romani, Anton Giulio Bargaglia e di autori vicini alla città, come Uberto Bonetti, che fissò Modena tra le sue aerovedute, e il precoce futurista toscano Maio Nannini, i cui dipinti giunsero in una collezione cittadina per via familiare. In mostra anche alcuni preziosi fogli di Enrico Prampolini.

 







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