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13 febbraio 2010

CONCLUSA LA CONSULTA A RICCIONE CON UN RINNOVATO IMPEGNO VERSO LE NUOVE GENERAZIONI

Riccione, viale Ceccarini Nella tarda mattinata del 12 febbraio presso l’hotel Mediterraneo di Riccione, la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo ha concluso la prima delle sue due riunioni annuali. I lavori della seconda giornata (la Consulta è iniziata l’11 mattina) si sono concentrati innanzitutto sulla bozza di bando per i contributi per l’anno 2010 alle associazioni. Le domande per i contributi scadranno il 30 aprile 2010. Tra le priorità indicate dalla presidente della Consulta Silvia Bartolini, le attività di formazione professionale e di crescita culturale. Investire su giovani e formazione è parso ai consultori come il modo migliore per impegnare sui valori dell’emigrazione le nuove generazioni. Tali valori – è stato detto – si trasmettono con la memoria, ma anche fornendo ai giovani delle opportunità di orientamento, ricerca, inserimento lavorativo, così da costruire un ponte concreto tra essi e la regione d’origine della propria famiglia. Di qui l’importanza, anche, degli scambi, dei soggiorni e dell’ospitalità: un campo su cui la Consulta ha iniziato da tempo a lavorare. Si è parlato di nuovo della bacheca delle opportunità formative, che è tra i prossimi obiettivi della Consulta.
Un altro tema affrontato è stato quello della crisi che coinvolge la rappresentanza degli italiani all’estero. Una crisi – ha spiegato Silvia Bartolini nel suo intervento conclusivo – dovuta al fatto che “si vuole togliere al CGIE il ruolo di elaborazione delle politiche degli italiani all’estero”. “Si è cercato di usare le Regioni contro il CGIE – ha aggiunto la Bartolini – e di fare dei parlamentari eletti all’estero gli unici titolari della rappresentanza dei connazionali all’estero. Ma la riforma governativa potrebbe cancellare anche loro”, così come potrebbe distruggere la vita dell’associazionismo italiano nel mondo.
L’ultimo pensiero della Consulta di Riccione è andato alla Conferenza dei giovani che avrà luogo a Santiago del Cile dal 28 febbraio al 3 marzo prossimo. “Chiudiamo la legislatura con la Conferenza dei giovani – ha spiegato la Bartolini – perché nella precedente Conferenza di Buenos Aires del 2007 avevamo preso degli impegni con i ragazzi. Adesso torniamo da loro per dire cosa abbiamo fatto e cosa faremo, con il loro contributo, in futuro”. Per questo, ha concluso la presidente, è necessario che ogni progetto selezionato che uscirà dalla Conferenza di Santiago venga assegnato a un giovane, che in questo modo si sentirà responsabilizzato a seguirlo e a portarlo a compimento insieme alla Consulta”.

 

 







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