|
|
 |


|

News
19 febbraio 2010
E' NATA L'AGIV, L'ASSOCIAZIONE DEGLI ITALO-VENEZUELANI
Un gruppo di giovani di diverse città del Paese ha dato vita all’AGIV, l’associazione dei giovani italo-venezuelani. Nata da un’idea di Giovanni “Johnny” Margiotta, dopo la sua partecipazione a varie assemblee del CGIE come rappresentante dei giovani del Venezuela, l’associazione ha già ottenuto un primo importante incontro istituzionale. Lo scorso 9 febbraio, infatti, i giovani sono stati cordialmente ricevuti in ambasciata a Caracas dall’ambasciatore Luigi Maccotta, dal primo consigliere Alberto Pieri, dal consigliere Paolo Romano, dal segretario di cultura Paolo Mari e dal console generale di Caracas Giovanni Davoli.
Il presidente Margiotta ha esposto le motivazioni della nascita dell’AGIV, che intende dare continuità alla Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo organizzata dal CGIE nel dicembre 2008 a Roma, e alla quale ha partecipato il 60 per cento dei componenti dell’associazione. “Gli obiettivi sono ambiziosi e complessi – ha detto Margiotta - e mirano a coprire gli interessi delle nuove generazioni, in particolare del mondo studentesco: borse di studio, corsi di aggiornamento e professionali, corsi di lingua italiana. Si tratta di aprire nuovi orizzonti nel settore occupazionale, anche offrendo consulenza nel campo imprenditoriale. Il nostro programma prevede progetti di aggregazione sociale, conferenze, esposizioni d’arte, interscambi con l’Italia, ecc. Un necessario capitolo va speso a favore dei connazionali, in particolare dei giovani italo-venezuelani in stato di bisogno, venendo loro in aiuto a livello assistenziale, occupazionale o di studi”.
I diplomatici hanno salutato con vivo interesse l’iniziativa, ricordando come il Venezuela sia uno dei Paesi al mondo in cui si coltiva di più l’interesse per la madre patria. “L’entusiasmo con il quale un nutrito gruppo di giovani discendenti si propone di mantenere viva l’italianità - hanno detto - fa bene al cuore”.
Di fatto, l’AGIV viene a colmare un vuoto generazionale nell’associazionismo italiano, anche perché è sua intenzione operare al di fuori degli schemi tradizionali, proiettandosi nel campo professionale ed imprenditoriale. L’associazione vuole, insomma, essere un volano per migliorare la qualità di vita dei connazionali, in particolare delle nuove generazioni, cercando i mezzi adeguati per generare le migliori opportunità, in collaborazione con gli enti pubblici e privati, con il mondo associativo, sia italiano sia venezuelano, e con le autorità diplomatiche, che hanno offerto la loro più ampia disponibilità a collaborare con i giovani.
Il primo atto della nuova associazione è stato la creazione di commissioni di lavoro, che saranno estese in tutto il Paese.
|
|
|