
Lavoro e pensioni
La ricerca del lavoro dipendente in Emilia-Romagna: indirizzi e link utili
Se si è cittadini Italiani o di uno Stato membro dell´Unione europea, o se in possesso del permesso di lavoro
- rivolgersi ai Servizi per l´impiego delle Province, che sono responsabili delle Attività di incrocio domanda-offerta di lavoro
- se c´è la disponibilità e l´interesse a lavorare in altri paesi comunitari, rivolgersi al Servizio Eures
Se non si è in possesso della cittadinanza Italiana
Esistono settori nella nostra regione con un´ evidente carenza di manodopera, in cui è più facile inserirsi anche se non si è in possesso della cittadinanza italiana. Questi settori sono:
- settore sanitario, in particolare gli infermieri : occorre il riconoscimento del titolo di studio estero o il riconoscimento dei servizi prestati all´estero (solo per cittadini comunitari)
- settore dei servizi alla persona, in particolare collaboratrici domestiche e assistenti per gli anziani; in questi casi occorre rivolgersi alle agenzie interinali o alle parrocchie, dove spesso vengono segnalate esigenze e richieste
- settore alberghiero, in particolare per i lavori stagionali.
I Servizi per l´impiego hanno attivato punti specifici per facilitare l´inserimento al lavoro di coloro che non hanno la cittadinanza italiana.
Per quanto riguarda la possibilità di alloggio, in concomitanza con lo svolgimento del lavoro, ove non provveda il datore di lavoro (come può avvenire per esempio nel caso dei lavori nel settore edile), è consigliabile rivolgersi alle amministrazioni comunali, settore servizi sociali, per avere una mappa delle reali possibilità.
Opportunità particolari per gli emigrati emiliano-romagnoli o, più´ in generale, di origine italiana
La Regione promuove interventi mirati al reinserimento lavorativo degli emigrati emiliano-romagnoli. In particolare prevede incentivi e agevolazioni per l´avvio di Attività commerciali, per esempio contributi per imprese individuali, società di persone o cooperative che operano nel settore commerciale e turistico. Le imprese che possono beneficiare dei contributi devono essere costituite in misura superiore al 50% da soci ( o da adde tti) emigrati emiliano-romagnoli oppure da immigrati extracomunitari in possesso di oltre la metà delle quote. Le imprese devono avere sede legale e operare in prevalenza in Emilia-Romagna. Il coordinamento e la gestione di tali Attività sono delegate alle Amministrazioni provinciali.
La legge 189/2002 (Bossi-Fini), che regola le politiche dell´immigrazione, prevede per gli emigrati di origine Italiana "quote riservate ai lavoratori di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado in linea retta di ascendenza, residenti in paesi non comunitari, che chiedano di essere inseriti in un apposito elenco, costituito presso le rappresentanze diplomatiche o consolar i, con tenente le qualifiche professionali dei lavoratori stessi".
Costituisce inoltre titolo di prelazione aver partecipato, nei paesi di origine, a corsi di formazione approvati dal Ministero del Lavoro e dal Ministero dell´Istruzione.
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