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Documentazione

Documento sull'emigrazione come risorsa per affrontare i problemi dell'immigrazione, approvato nella Consulta di Pavullo (MO)il 14-02-2009
La memoria storica dell´emigrazione emiliano-romagnola e italiana e le esperienze attuali degli emigrati e dei loro discendenti sono una preziosa risorsa per affrontare il tema delle migrazioni contemporanee e dell´immigrazione straniera in Italia. 

La Consulta emiliano-romagnoli nel mondo, nel corso delle riunioni del 12 e del 14 febbraio 2009, sollecitata in modo particolare dai consultori che riferiscono l´eco e lo sconcerto sollecitato all´estero da alcune decisioni del governo italiano relative all´immigrazione straniera e da alcuni orientamenti di una parte dell´opinione pubblica, ha esaminato le modalità con cui il tema è attualmente vissuto e affrontato in Italia.
I consultori, memori dell´esperienza storica sia dell´emigrazione italiana transoceanica sia delle migrazioni in Europa, e in primo luogo delle difficoltà e delle resistenze incontrate dagli italiani all´estero per l´inserimento nel lavoro e nelle società locali, ricordano gli atteggiamenti di rifiuto nei confronti di singoli e di gruppi, sfociati anche in non pochi referendum di cui la presenza italiana è stata oggetto in vari paesi.
Custode di questa memoria ben viva, la Consulta manifesta una profonda preoccupazione per la crescente ostilità che si manifesta in Italia verso gli immigrati, nonostante che il loro lavoro e la loro presenza costituiscano ormai una risorsa indispensabile e preziosa per l´economia e per l´insieme della società italiana.
E´ motivo di stupore e di rammarico anche l´incomprensione o la volontà di non capire che le migrazioni sono ormai un fenomeno strutturale e di lungo periodo del mondo contemporaneo, indotto sia da molte situazioni di crisi sia dalla globalizzazione, che non può essere solo di merci, di tecnologie e di flussi finanziari.
L´impegno dei singoli Stati e della stessa Unione Europea dovrebbe essere quindi volto sia a sviluppare politiche efficaci di cooperazione internazionale che riducano l´esodo forzato di milioni di persone, e soprattutto di giovani, dai Paesi di origine, sia a cercare di governare il fenomeno nei suoi diversi aspetti, rendendolo meno dirompente e disordinato, coordinando e gestendo in maniera razionale, illuminata e civile la programmazione dei flussi, la difesa della legalità e l´organizzazione dell´accoglienza e dell´inserimento sociale in Italia, nel rispetto delle esigenze umane dei migranti e di quelle della comunità nazionale.
Più in generale, la Consulta ritiene che la politica e le istituzioni debbano affrontare i problemi e le indubbie difficoltà di gestione del fenomeno immigratorio senza rincorrere, alimentare e usare paure diffuse, ma cercando di individuare soluzioni ragionevoli ed eque ai problemi che si pongono.
In ogni caso le politiche verso i migranti non possono essere pensate e gestite solo o prevalentemente come politiche di difesa dell´ordine pubblico.
Quanto agli atti criminali commessi da cittadini stranieri, che vanno condannati e repressi assicurando certezza della pena, le responsabilità dei delitti non di rado efferati non devono ricadere sulla generalità di interi gruppi nazionali di appartenenza né sul complesso degli immigrati, riproponendo giudizi sommari e generalizzati e ingiustizie di cui molti emigranti italiani hanno dovuto soffrire nel passato in diverse realtà.
Fra gli orientamenti politici che suscitano sconcerto e per alcuni aspetti anche una vera e propria ripulsa morale per decisioni già assunte o che vanno prendendo corpo, secondo la valutazione della Consulta emiliano-romagnoli nel mondo vi sono in particolare i seguenti ostacoli da rimuovere:
1) la pretesa di rinviare immediatamente ai Paesi di partenza le persone che arrivano sul territorio italiano attraverso esperienze drammatiche, senza distinguere coloro che vanno immediatamente espulsi perché colpevoli di precedenti reati, dalle persone per cui va verificata l´esistenza di condizioni per l´accettazione della richiesta di asilo o di ricongiungimento familiare o di cui è necessario il controllo dell´eventuale status di minorenne;
2) la punizione della clandestinità come reato penale, secondo una logica in base alla quale molti degli emigrati italiani avrebbero dovuto essere in passato severamente puniti;
3) la norma secondo cui i medici hanno la facoltà di denunciare le persone in situazione di clandestinità che si rivolgono alle strutture sanitarie, norma che oltre a ferire profondamente la deontologia professionale dei medici, contraddice il rispetto della vita e della dignità della persona umana e, allontanando per paura delle sanzioni molte persone dal contatto con i presidi sanitari, accresce i rischi per la salute degli immigrati, delle loro famiglie e degli stessi cittadini autoctoni;
4) l´aumento delle difficoltà per i ricongiungimenti familiari e l´allungamento dei tempi di riconoscimento pratico di tale diritto, con un atteggiamento che denota scarsa sensibilità all´importanza e al valore che i ricongiungimenti con le proprie famiglie rivestono per i migranti di ogni tempo, al fine del conseguimento di condizioni di vita più serene e responsabili, oltre che di una positiva integrazione sociale.
La Consulta emiliano-romagnoli nel mondo sottolinea anche:
a) la perdurante mancanza di una legge dello Stato italiano che affronti in maniera organica il tema del diritto d´asilo, in adempimento del dettato dell´art.10 della Costituzione Repubblicana;
b) l´importanza dell´approvazione di una legge che riconosca il diritto di voto amministrativo ai cittadini stranieri regolarmente residenti in Italia da alcuni anni, tenendo conto che l´esercizio di tale diritto potrebbe favorire la maturazione e la diffusione di una cittadinanza attiva più consapevole dei diritti e dei doveri di ciascuno;
c) l´inadeguatezza complessiva dell´opera di insegnamento della lingua italiana agli immigrati (e in particolare alle donne e agli adulti), al di là di molte iniziative positive sviluppate nelle scuole dell´obbligo in varie realtà, a cominciare da quelle dell´Emilia-Romagna. Tale inadeguatezza può essere superata non creando classi separate permanenti per i figli di immigrati (ipotesi che appare in contrasto con l´obiettivo di un´effettiva integrazione, oltre che sterile sul piano didattico), ma sviluppando attività temporanee di supporto linguistico che richiedono la necessaria disponibilità di maggiori risorse finanziarie per la scuola, invece dei consistenti tagli programmati per i prossimi anni.
La Consulta regionale è particolarmente sensibile all´esigenza di promozione delle competenze linguistiche, essendo portatrice della memoria di tanti emigranti emiliano-romagnoli che hanno sofferto la pesantezza delle barriere linguistiche.
La Consulta offre, anche in questo campo, alle scuole, all´associazionismo e alle istituzioni la propria disponibilità sia a concorrere al rilancio di una memoria storica dell´emigrazione emiliano-romagnola e italiana nel mondo sia a diffondere e approfondire la riflessione sulle migrazioni contemporanee.
Alla fecondità di tale riflessione può essere utile la promozione e l´organizzazione di occasioni di interscambio di esperienze fra emigrati italiani, discendenti di emigrati e nuovi cittadini immigrati. La Consulta ritiene di grande aiuto per la crescita della coscienza civile la "contaminazione" di queste esperienze e la diffusione della loro conoscenza nelle scuole e in tutta la società, anche per prevenire e contrastare la formazione di pregiudizi di vario genere.
La Consulta emiliano-romagnoli nel mondo ritiene che un rinnovato impegno della comunità regionale e nazionale sui temi che sono oggetto di questo documento trovi un quadro di riferimento fondamentale nei principi della Costituzione Repubblicana, che affermando i valori della dignità della persona umana, della solidarietà e della piena corrispondenza e reciprocità di diritti e doveri per ogni cittadino, richiama esplicitamente nell´art.3 la pari dignità sociale, senza alcuna distinzione "di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".
L´accettazione e il rispetto dei principi fondanti della Costituzione e della legislazione nazionale e regionale è doverosa anche per i cittadini immigrati, la cui identità culturale e religiosa va salvaguardata.
Sia i consultori che presiedono le Associazioni di emiliano-romagnoli all´estero sia i consultori che vivono nel territorio regionale esprimono peraltro la ferma convinzione che ogni atto legislativo e amministrativo compiuto dalle istituzioni italiane debba essere pienamente coerente con i valori della Costituzione Repubblicana, il presupposto fondamentale per garantire la coesione sociale del Paese, che oggi appare in varie circostanze messa a dura prova.
Rafforzato dalla fedeltà a questa ispirazione, il popolo italiano potrà superare provincialismi ed esasperate forme di etnocentrismo che possono spingersi fino a derive xenofobe e incoraggiare comportamenti apertamente razzisti, come purtroppo evidenziano episodi di cronaca sempre più frequenti.
L´allarme per crimini, e anche per comportamenti meno tragici ma conunque inaccettabili, è anche accentuato dal fatto che non di rado ne siano responsabili adolescenti e giovani.
Questi atti delittuosi, spesso di gruppo, compiuti verso immigrati o persone comunque considerate "diverse", esigono un sussulto di presa di coscienza da parte del sistema scolastico, delle istituzioni, delle famiglie e dell´opinione pubblica, chiamati a un salto di qualità della loro vigilanza e della loro opera educativa.
Gli emiliano-romagnoli nel mondo che, nello spirito e nella lettera della legge regionale 24 aprile 2006 n.3 si considerano "una componente essenziale della società regionale", ribadiscono la loro piena disponibilità a concorrere a questo urgente impegno educativo, cui può contribuire anche la conoscenza e la valorizzazione della memoria storica della nostra emigrazione assieme alla trasmissione delle esperienze attualmente vissute dagli emigranti e dai loro discendenti.  

Documento approvato il 14 febbraio 2009 dalla Consulta emiliano-romagnoli nel mondo, riunitasi a Pavullo (Modena), su proposta dei consultori Pierantonio Zavatti (Acli regionali), don Silvano Ridolfi (Migrantes), Marina Piazzi (Messico), Maria Rosa Arona (Argentina).



 

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