
Documentazione
Per i membri italiani della Consulta, impegno e collaborazione
La legge regionale 3/2006 “Interventi in favore degli emiliano-romagnoli nel mondo e funzionamento della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo”, all’art 15 disciplina puntualmente i compiti dei Consultori esteri.
Per quanto riguarda invece i Consultori italiani possiamo affermare che il loro ruolo, pur non essendo disciplinato da uno specifico articolo, si può desumere da una rilettura dei “Principi generali e finalità” e che pertanto in tutta la normativa regionale di settore i Consultori italiani sono implicitamente chiamati a dare il loro apporto di conoscenza e competenza nelle diverse attività svolte a favore delle comunità emiliano-romagnole all’estero, e nella direzione di una maggiore sensibilizzazione dei cittadini della Regione Emilia-Romagna.
Per quanto riguarda i Consultori designati dalle Province dell’Emilia-Romagna, vi è un riferimento preciso sia in legge sia nel piano triennale, alla programmazione degli interventi, quando si afferma che le Province collaborano con la Regione prima per la formulazione e in seguito per l’attuazione del Piano triennale, svolgendo funzioni di coordinamento sul territorio ed in ciò possono trovare un importante supporto dai Sindaci presenti in Consulta, designati dalla Conferenza Regione-Autonomie locali.
Nella definizione delle competenze regionali, tra le azioni a sostegno degli emiliano-romagnoli all’estero che debbono potere contare sull’apporto dei Consultori italiani vale qui la pena di ricordare:
- attività di associazioni ed altri organismi ed istituzioni, aventi sede in Emilia-Romagna che operino con continuità a favore degli emiliano-romagnoli all’estero
- attività culturali dirette a conservare e valorizzare l’identità culturale della terra d’origine e a rinsaldare i rapporti con l’Emilia-Romagna:
- attività culturali e di ricerca storica volte ad inserire l’esperienza migratoria degli emiliano-romagnoli all’estero nella formazione dei cittadini della Regione, in particolare dei giovani;
- iniziative degli Enti locali in materia migratoria e di rapporti internazionali, riguardanti le politiche familiari, socio assistenziali, culturali, artistiche, formative ed informative o volte a conservare e valorizzare la cultura d’origine degli emiliano-romagnoli all’estero;
- interventi volti ad agevolare l’inserimento ed il reinserimento sociale e lavorativo degli emigrati italiani e dei loro discendenti rientranti nella regione.
Desideriamo anche richiamare alcuni principi ispiratori della legge quali l’opportunità di tutelare l’associazionismo, promuovere lo scambio di esperienze e di momenti di confronto per garantire un concreto collegamento tra tutti i soggetti e per assicurare la più estesa partecipazione. Ed ancora: il riconoscimento del ruolo di “ponte” che le associazioni hanno assunto tra la nostra Regione, le reti consolari, gli organismi economici e le istituzioni locali.
Il quadro che esce da queste considerazioni ci porta a sottolineare il riconoscimento delle nostre comunità come un elemento essenziale per la realizzazione dei rapporti internazionali della Regione e, quindi, il ruolo centrale dei nostri Consultori siano essi esteri o italiani, in quanto accomunati dall’impegno di rafforzare i legami con i Paesi che ospitano i nostri concittadini all’estero in tutti i settori: dall’economia alla cultura, dalla formazione alla comunicazione.
Pertanto la Consulta invita i propri Consultori italiani a contribuire secondo le proprie funzioni di rappresentanza e le proprie competenze a collaborare nelle iniziative ed attività della Consulta e, in particolare, in quelle delle nostre Associazioni estere.
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